Pusteria Marzo 1986 “
740.038 ”
Queste immagini proposte e irripetibili di
22 anni fa, prima dell’avvento nel 1988 dell’elettrificazione, vogliono
anche essere un omaggio all’amico e compagno di tanti raid fotografici
ferroviari sui binari d’Europa, scomparso alcuni anni or sono: Fulvio
Deliotti. Artefice e organizzatore di questo speciale 740.038 più treno
merci. Nel gennaio dell’ottantasei chiamò ha raccolta gli amici
appassionati fotografi e propose una due giorni a vapore in Pusteria,
prima che il paesaggio ferroviario fosse completamente sconvolto dalla
linea aerea, tutti i convocati risposero alla chiamata, impegnandosi a
partecipare fisicamente e economicamente. Il parto di quella due giorni
non fu semplice, non per l’indisponibilità delle FS, ma perché ci si era
prefissati come obiettivo di volere per quei giorni il sole e la neve e
che fosse un sabato e una domenica consecutivi e di farlo entro il mese di
marzo, in data da stabilirsi secondo le previsioni meteo. Belle pretese!
Le FS raccolsero anche loro la sfida venendo incontro alle nostre grandi
esigenze, dando tutta la loro disponibilità per raggiungere il sole e la
neve. Furono due mesi e mezzo di sacrifici, di snervanti attese, ogni
giovedì veniva data la situazione meteo e speranzosi che il fine settimana
fosse bello si attendeva l’OK, in caso contrario si rimandava alla
settimana successiva. Perciò ognuno di noi doveva gestirsi gli impegni di
lavoro, di famiglia, di morose al meglio che poteva anche incorrendo in
maledizioni amichevoli da parte di amici e anche da persone care. Questa
situazione si protrasse per otto settimane fino al fatidico giovedì 13
marzo, in cui venne comunicato l’ OK per il sabato 15 e domenica 16 “si
parte” (neanche gli uomini imbarcati sulle navi in attesa di sbarcare in
Normandia attesero così tanto) Un piccolo e simpatico aneddoto: in queste
occasioni per coordinare bene ogni operazione in modo che non ci siano
rompipalle tra i piedi o ritardatari, ci vuole un responsabile che diriga
le operazioni di spostamento dei fotografi e di comunicare al personale di
macchina la partenza del treno, tutto concordato in precedenza, questo
avveniva con un cappello da montagna di lana giallo che Fulvio portava in
capo e all’occorrenza alzava e sventolava, i macchinisti capivano e il
treno partiva, abbiamo dipeso tanto da quel segnale giallo……….
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